Revisione Periodica Universale del Libano – 37° Sessione UPRWG

La 37° Sessione del Gruppo di Lavoro della Revisione Periodica Universale (UPRWG) si è tenuta dal 18 al 29 gennaio 2021. La Revisione Periodica Universale (UPR) è un meccanismo del Consiglio dei Diritti Umani che revisiona la situazione dei diritti umani in ognuno dei 193 Stati Membri ONU una volta ogni quattro anni e mezzo. Ciò fornisce un’opportunità, per tutti gli Stati, di dichiarare quali azioni abbiano intrapreso per migliorare la situazione dei diritti umani nei loro paesi e quali raccomandazioni abbiano intenzione di accettare e attuare entro la prossima revisione.

 

L’Istituto Internazionale Maria Ausiliatrice (IIMA) e l’Organizzazione di Volontariato Internazionale Donna Educazione Sviluppo (VIDES International) hanno attivamente partecipato a questo processo inviando un rapporto congiunto sulla base delle informazioni fornite dai loro membri sul campo: ogni rapporto trasmette inoltre una lista di raccomandazioni che verranno prese in considerazione.

 

Lo scorso 7 luglio 2020, IIMA, VIDES, l’Ufficio Internazionale dell’Insegnamento Cattolico (the Office International de l’Enseignement Catholique – OIEC) con il supporto del Segretariato Generale delle Scuole Cattoliche in Libano (Secrétariat Général des Ecoles Catholiques au Liban – SGEC-L) hanno inviato un rapporto congiunto sul Libano all’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani. Il report era basato sulle informazioni fornite dagli attivisti dei diritti umani locali sul campo (il report può essere consultato qui http://iimageneva.org/it/rapporti/ ).

 

IIMA e VIDES hanno partecipato online (a causa della situazione COVID-19) allo UPR del Libano il 18 gennaio 2021.

 

Durante la sessione, gli Stati Membri hanno elogiato il governo libanese per i positivi passi avanti che sono stati fatti sin dalla precedente revisione, in particolare per quanto riguarda l’istituzione della Commissione Nazionale dei Diritti Umani che include anche un Comitato per la Prevenzione della Tortura; per la volontà di ratificare il Protocollo Opzionale della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) sul coinvolgimento dei minori in conflitti armati; per l’adozione di una Strategia Nazionale per combattere la violenza contro donne e ragazze; per l’adozione di un piano di protezione per donne e bambini che include previsioni riguardanti la violenza di genere.

 

Molti Stati Membri, però, hanno fatto raccomandazioni al Libano riguardo la situazione dei diritti umani di bambini, giovani e donne.

 

Queste erano le stesse raccomandazioni sollevate da IIMA, VIDES Internazionale, OIEC, e SGEC-L nel loro rapporto congiunto. Essi raccomandavano al governo di:

  • Assicurare la promozione e la protezione dei diritti del bambino, incluso il porre fine ad ogni forma di violenza.
  • Continuare gli sforzi per assicurare la previsione di una educazione di base obbligatoria e di qualità, che sia gratuita e accessibile a tutti i bambini, specialmente a quelli nelle condizioni più vulnerabili.
  • Adottare misure aggiuntive per porre fine ai matrimoni forzati di donne e bambine.
  • Rafforzare le misure per combattere il lavoro minorile assicurando una protezione legale più efficace.
  • Interrompere immediatamente il reclutamento di bambini-soldato da parte di gruppi armati e ratificare il Protocollo Opzionale della Convenzione dei Diritti del Fanciullo sul coinvolgimento dei bambini-soldato nei conflitti armati.
  • Portare avanti gli sforzi per garantire i diritti dei migranti e rifugiati e per fornire l’assistenza sanitaria necessaria ai gruppi più vulnerabili come donne, bambini e persone con disabilità.
  • Adottare misure concrete per implementare le leggi sulla violenza contro le donne e la violenza domestica, e svolgere un processo di sensibilizzazione verso un pubblico sempre più ampio.
  • Creare un piano d’azione completo sull’infanzia, che includa misure per prevenire il reclutamento di bambini nei gruppi armati, per combattere il matrimonio precoce, lo sfruttamento sessuale e per eliminare il lavoro minorile.