Giornata mondiale contro il lavoro minorile 2026

La Giornata Mondiale Contro il Lavoro Minorile 2026, che si celebra ogni anno il 12 giugno, giunge in un momento cruciale nell’impegno mondiale per porre fine allo sfruttamento dei minori. Il Quadro d’azione globale di Marrakech contro il lavoro minorile (Marrakech Global Framework for Action against Child Labour ) affronta le cause profonde del fenomeno e tutela i diritti di ogni bambino.

“Cartellino rosso al lavoro minorile: Fair Play per i bambini, lavoro dignitoso per gli adulti”, il tema della Giornata mondiale contro il lavoro minorile di quest’anno, ha posto l’accento sulle politiche che prevengono il lavoro minorile e sostengono il riscatto e la riabilitazione dei bambini coinvolti attraverso un’istruzione di qualità, una protezione sociale universale, un lavoro dignitoso e mezzi di sussistenza adeguati per gli adulti, leggi e loro applicazione più severe, sistemi di dati e monitoraggio più efficaci e pratiche responsabili nell’agricoltura e nelle catene di approvvigionamento globali. Queste azioni sono estremamente urgenti, poiché l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (International Labour Organization) (OIL) riferisce che 138 milioni di bambini sono ancora vittime del lavoro minorile in tutto il mondo, di cui quasi 54 milioni impegnati in lavori pericolosi, sottolineando la necessità critica di sforzi più incisivi e coordinati per raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 8, in particolare il Target 8.7, che richiede l’eliminazione del lavoro minorile in tutte le sue forme e la protezione dei bambini dallo sfruttamento economico.

Nonostante gli sforzi messi in atto per abolire il lavoro minorile e lo sfruttamento, il fenomeno rimane una grave preoccupazione a causa delle disuguaglianze strutturali, tra cui la povertà, l’accesso limitato a un’istruzione di qualità, la scarsa applicazione delle norme sul lavoro e l’economia informale. Secondo sia l’ILO che l’UNICEF, la maggior parte del lavoro minorile è concentrata nel settore agricolo, che rappresenta oltre la metà di tutti i casi a livello globale, seguito dai servizi e dall’industria.

Inoltre, la pandemia di COVID-19 ha contribuito all’aumento del lavoro minorile, poiché ha spinto le famiglie vulnerabili in una povertà ancora più estrema. Ciò spiega la fase di stagnazione e l’inversione di tendenza osservate intorno al 2020; tuttavia, con l’aggravarsi degli shock economici, quali la guerra tra Iran e Stati Uniti e l’aumento dell’instabilità economica globale, i bambini di età compresa tra i 5 e i 17 anni sono purtroppo esposti a un elevato rischio di essere sfruttati.

Le Suore Salesiane hanno mantenuto un impegno costante nei 97 paesi in cui l’Istituto opera, contribuendo in modo significativo agli sforzi globali in linea con l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 8. Secondo il Rapporto quadriennale dell’IIMA all’ECOSOC, dal 2020 al 2023 circa l’8% del totale dei progetti (3.596 iniziative) ha sostenuto direttamente questo obiettivo, raggiungendo circa 201.322 beneficiari, il che evidenzia la portata e l’impatto del suo lavoro nell’affrontare la vulnerabilità lavorativa e nel promuovere la protezione sociale. Queste iniziative sono strettamente in linea con il tema della campagna dell’ILO per il 2026, “Cartellino rosso al lavoro minorile: Fair Play per i bambini, lavoro dignitoso per gli adulti”.  A questo proposito, gli sforzi dell’Istituto riflettono anche gli obiettivi più ampi dell’Obiettivo 8.7 degli SDG, in particolare attraverso l’istruzione, la sensibilizzazione della comunità e le attività di advocacy volte a prevenire il lavoro minorile e a rafforzare i sistemi di protezione, dimostrando così come le organizzazioni della società civile possano integrare in modo significativo i quadri internazionali nel tradurre gli impegni globali in azioni locali e concrete.

Papa Leone XIV, nel suo discorso rivolto al Comitato Organizzatore dell’iniziativa «Dalla crisi alla cura: l’azione cattolica per i bambini», il 5 febbraio 2026, li ha esortati a «concentrarsi sui bisogni trasversali dei bambini e a trovare modi per collaborare in maggiore armonia, affinché i bambini ricevano un’assistenza ben equilibrata, che tenga conto del loro benessere fisico, psicologico e spirituale».

 

Data Source: International Labour Organization and UNICEF