Il diritto allo sviluppo, quarant’anni dopo: dall’impegno alla partecipazione

La comunità internazionale celebra il 40° anniversario dell’adozione della Dichiarazione delle Nazioni Unite (ONU) sul diritto allo sviluppo. La Dichiarazione ha affermato che lo sviluppo costituisce un “diritto umano inalienabile”, riconoscendo a ogni persona il diritto di partecipare, contribuire e beneficiare dello sviluppo economico, sociale, culturale e politico, nel quale tutti i diritti umani e le libertà fondamentali possano trovare piena realizzazione.

Durante la 63ª sessione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (HRC), si è tenuto un panel biennale dedicato al diritto allo sviluppo, in occasione del 40° anniversario della Dichiarazione. L’incontro ha rappresentato un’importante opportunità per riflettere sui risultati raggiunti, sugli ostacoli incontrati e sulle sfide emerse negli ultimi quattro decenni nell’attuazione della Dichiarazione, a livello nazionale, regionale e internazionale. Nonostante i significativi progressi, lo sviluppo continua a essere caratterizzato da disuguaglianze, barriere strutturali e disparità nell’accesso alle opportunità e alle risorse.

Il 18 settembre 2026, in concomitanza con la 63ª sessione del Consiglio dei Diritti Umani, si è svolto l’evento parallelo “Diritto allo sviluppo: a che punto siamo?”, organizzato dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (APG23).  L’Istituto Internazionale Maria Ausiliatrice (IIMA) e VIDES Internazionale sono stati tra i co-promotori.

Sr Sarah Garcia, tra le relatrici dell’evento e Direttrice dell’Ufficio dei Diritti Umani dell’IIMA, ha sottolineato come “lo sviluppo possa considerarsi autentico quando promuove lo sviluppo umano integrale, rispetta la dignità e i diritti di ogni persona, rafforza le comunità e comprende la cura della nostra casa comune. Affinché lo sviluppo sia realmente integrale, l’educazione è indispensabile”.

Per IIMA e VIDES, questo significa continuare a investire nell’educazione, accompagnare le comunità più vulnerabili, promuovere la partecipazione dei giovani, difendere i diritti umani, rafforzare le capacità delle comunità locali e favorire una cultura della solidarietà e della cura. Significa diventare “creatori di speranza”.

Come sottolineato da Papa Leone XIV in Magnifica Humanitas:

“Lo sviluppo, per le persone come per le nazioni, è un compito e insieme un diritto: […]. La qualità dello sviluppo si misura infatti dalla sua capacità di tenere insieme, senza separarle, la giustizia verso le persone e la custodia della Casa comune, favorendo condizioni di vita dignitose, accesso ai beni necessari, relazioni sociali giuste, cura del creato e attenzione alle generazioni future”. (M.H., 83–84)

Lo sviluppo è, dunque, una responsabilità condivisa che coinvolge Stati, organizzazioni, comunità e singoli individui, chiamati insieme a diventare artefici di un mondo sostenibile, umano e fraterno.