Diritto all’educazione: contributi di IIMA su curriculum, pedagogia e valutazione
In preparazione del suo rapporto tematico al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, previsto nella 62ª sessione di giugno 2026, la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sul diritto all’istruzione, Farida Shaheed, ha lanciato un invito globale a presentare contributi su curriculum, pedagogia e valutazione. L’invito era rivolto agli Stati, alle agenzie, ai fondi e ai programmi delle Nazioni Unite, alle istituzioni nazionali per i diritti umani, al mondo accademico, agli educatori, agli attori economici e alle organizzazioni della società civile, con l’obiettivo di raccogliere prospettive diverse su come i sistemi educativi possano sostenere meglio la realizzazione del diritto all’educazione.
La Relatrice Speciale ha incoraggiato in particolare bambini e giovani a condividere le proprie opinioni, riconoscendo che la loro esperienza diretta all’interno dei sistemi educativi deve contribuire a plasmare questo rapporto, il cui obiettivo è esplorare come l’istruzione possa dotare meglio gli studenti delle conoscenze, competenze e valori necessari per affrontare un mondo in rapido cambiamento e contribuire a società più inclusive e pacifiche.
IIMA ha risposto a questo invito globale raccogliendo e presentando dieci contributi nazionali grazie alla collaborazione con i propri membri e partner locali. In particolare, tali contributi riflettono le esperienze di scuole ed educatori in Cambogia, Colombia, Repubblica Dominicana, Haiti, India, Madagascar, Myanmar, Porto Rico, Spagna e Uruguay, offrendo una prospettiva comparativa su come curriculum, pedagogia e valutazione vengono vissuti in contesti educativi diversi.
Dai contributi sostenuti da IIMA sono emerse diverse sfide strutturali e sistemiche che ostacolano l’effettiva attuazione del diritto all’educazione. Diversi partecipanti hanno osservato che i curricula attuali risultano spesso troppo estesi e, al tempo stesso, non integrano adeguatamente competenze fondamentali per il mondo contemporaneo, tra cui l’alfabetizzazione digitale, l’educazione socio-emotiva, la sostenibilità, la cittadinanza democratica, il pensiero critico e l’educazione alla pace. Inoltre, molte scuole hanno segnalato ostacoli pratici come la mancanza di materiali didattici adeguati, l’accesso limitato alle tecnologie, infrastrutture insufficienti e la carenza di spazi adatti a metodi di insegnamento più interattivi e partecipativi. Anche i sistemi di valutazione sono stati individuati come problematici: in molti Paesi predominano ancora gli esami standardizzati, che generano pressione e stress per studenti e insegnanti e, talvolta, restringono l’ampiezza del curriculum. Diversi contributi hanno inoltre evidenziato la necessità di un maggiore supporto psicologico per gli studenti e di una formazione più approfondita per gli educatori su temi come trauma, resilienza e salute mentale.
Allo stesso tempo, i contributi hanno rivelato un forte impegno da parte degli educatori nel promuovere ambienti di apprendimento inclusivi e centrati sullo studente. Molte scuole hanno dichiarato di incoraggiare o già implementare pedagogie centrate sull’alunno, l’apprendimento cooperativo, l’apprendimento basato su progetti e la partecipazione attiva degli studenti. In molti casi, questi approcci si ispirano ai principi educativi del Sistema Preventivo Salesiano, che enfatizza ragione, amorevolezza, presenza educativa e accompagnamento, ponendo lo studente al centro del processo educativo. In diverse regioni, le scuole hanno anche sottolineato l’importanza di rispettare la diversità culturale, linguistica e religiosa, spesso integrando lingue e tradizioni locali nelle attività didattiche in modo da rafforzare l’identità degli studenti e promuovere il dialogo interculturale. Particolare attenzione viene riservata agli studenti in situazioni di vulnerabilità — inclusi coloro che vivono in condizioni di povertà o con disabilità — attraverso programmi mirati, supporto materiale e adattamenti personalizzati dell’apprendimento, riflettendo un impegno più ampio verso l’inclusione, la dignità e lo sviluppo integrale di ogni studente.
Attendiamo con interesse il rapporto della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite, che sarà presentato al Consiglio dei Diritti Umani a giugno 2026!
